AFFIDIamoci: COME E PERCHE’ RISPONDERE A UN NOSTRO APPELLO


Da quando M’aMa, con AFFIDIamoci, ha iniziato a pubblicare gli APPELLI sui social (e ovunque ci fosse anche solo una piccola possibilità), oltre 230 bambini hanno trovato una famiglia.

Non sono numeri, sono storie. Storie di bambini con gravi disabilità, di adolescenti cresciuti in comunità, di fratelli e sorelle che i Tribunali faticano a collocare insieme -in affido o in adozione, per sempre o anche solo per un po’.

Scrivere un APPELLO non è mai semplice. Dietro poche righe si nasconde una vita complessa: un bambino che cerca una famiglia, e una famiglia che ha bisogno di capire. 

Lo facciamo sempre nel massimo rispetto della privacy del minore e delle indicazioni dei Tribunali, che ci affidano- gratuitamente- il compito di cercare una possibile collocazione familiare.

Noi MammeMatte leggiamo e rileggiamo le relazioni, cerchiamo di intuire oltre le righe: le difficoltà, certo, ma anche le risorse di quel bambino che il sistema reputa difficilmente collocabile. Immaginiamo possibilità e limiti per arrivare a tratteggiare -sempre nel rispetto dell’anonimato- un profilo che possa parlare, che possa trovare.

Spesso, però, le uniche informazioni a disposizione sono scarne, parziali o persino contraddittorie così chiediamo un incontro di équipe con chi ha in carico il minore: tutore, comunità, assistenti sociali…Solo così possiamo costruire un quadro più realistico e completo. Poi, quando finalmente abbiamo abbastanza per raccontare, gli diamo un nome fittizio e pubblichiamo l’Appello.

A volte gli Appelli fanno scattare una catena di telefonate ed email: decine, centinaia, tutte per chiedere informazioni o candidarsi. Altre volte, invece, quell’Appello resta lì, in silenzio. Naviga solo nei social, come il bambino che rappresenta. Nessuna famiglia, nessuna richiesta, nemmeno una domanda.

Ma noi non ci arrendiamo. Facciamo girare quell’Appello ovunque, lo rimandiamo, lo ripubblichiamo, lo inviamo alle oltre 10.000 famiglieMatte che ci seguono da anni.
Non smettiamo finché non troviamo almeno una famiglia pronta a candidarsi.

Quando iniziano ad arrivare le disponibilità, raccogliamo la documentazione di ciascuna famiglia, la mettiamo nero su bianco su carta intestata, e la presentiamo al Tribunale, nel pieno rispetto del mandato ricevuto. Famiglie eterosessuali, omogenitoriali, single, con o senza figli, affidatarie o adottive: l’unico requisito è che siano già state formate da enti competenti in affido o adozione.

Ma sia chiaro: M’aMa non fa gli abbinamenti. La scelta della famiglia spetta sempre e solo al giudice. Noi siamo un tramite. Inviamo i profili, e poi aspettiamo. Se il Tribunale lo ritiene opportuno, contatterà direttamente la famiglia per un primo incontro conoscitivo.

Se volete rispondere a uno dei nostri Appelli, o anche solo saperne di più su un singolo caso, scrivete a affidiamoci@affidiamoci.it. Vi daremo tutte le informazioni possibili, senza alcun impegno da parte vostra. Anche solo condividere l’Appello può fare la differenza.

Per potervi candidare è necessario aver già concluso un percorso formativo sull’affido o sull’adozione.

Il nostro lavoro gratuito si ferma qui: nel creare un’occasione concreta perché un bambino in attesa incontri finalmente la famiglia più giusta per lui.

 

 

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