Chi sono

Chi sono e come posso accompagnarti

Sono quella qua sopra:) Oggi forse con qualche ruga in più, ma sono certa che Dina Dancu, carissima amica e autrice del disegno, non cambierebbe una virgola. O almeno spero.

Mi chiamo Karin Falconi. Sono counselor specialista nel sostegno alla genitorialità affidataria e adottiva, mediatrice familiare, madre affidataria e fondatrice di AFFIDIamoci, il progetto che ho creato nel 2015 per informare e accompagnare single e persone LGBT+ nei percorsi di affido e adozione.

Se stai pensando di accogliere un bambino, se hai già iniziato un percorso o se vivi una situazione che ti mette alla prova, puoi rivolgerti a me. Lavoro con persone singole, coppie e gruppi per fare chiarezza sulle possibilità, prepararsi all’accoglienza, orientarsi verso l’APPELLO giusto e affrontare ciò che accade quando una storia immaginata diventa una relazione vera.

In cosa posso aiutarti

Nelle consulenze individuali e di coppia possiamo partire dalle tue domande, anche da quelle che fai fatica a dire ad alta voce. Per esempio: L’affido è la strada giusta per me? Quali possibilità di adozione posso esplorare? Qual’è l’APPELLO giusto per me? Sono pronto ad accogliere un bambino con una storia complessa? Come affronto l’attesa, un abbinamento o una difficoltà che non avevo previsto? Posso chiudere l’accoglienza che ho in atto?

Ti aiuto a orientarti tra i percorsi possibili, a riconoscere risorse e limiti della tua disponibilità e a prepararti alle domande che l’accoglienza porta con sé. Se sei già genitore affidatario o adottivo, possiamo lavorare su ciò che stai vivendo: la relazione con tuo figlio, i suoi comportamenti, i rapporti con la famiglia d’origine, i contatti con i servizi, le fatiche della coppia o il senso di solitudine che a volte accompagna anche le famiglie più motivate.

Nei percorsi di gruppo creo uno spazio di confronto tra persone e famiglie che stanno valutando l’affido o l’adozione, oppure che hanno già accolto. Ascoltare altre esperienze aiuta a dare un nome alle proprie paure, a rivedere le aspettative e a trovare strumenti per stare nella relazione anche nei momenti più difficili.

Il mio lavoro non consiste nel dirti che devi accogliere, né nel convincerti che andrà tutto bene. Consiste nell’aiutarti a capire quale scelta puoi sostenere davvero e di cosa potrebbe avere bisogno il bambino o il ragazzo che incontrerai. Anche un NO consapevole può essere una risposta responsabile.

Perché ho fondato AFFIDIamoci

Prima di occuparmi professionalmente di Accoglienza, sono stata io ad essere stata Accolta.

A quattordici anni, per vicende familiari, mi sono ritrovata a vivere fuori casa. Sono andata avanti grazie a una rete informale di persone e famiglie: chi mi ospitava per qualche giorno, chi per una settimana, chi per un mese. Poi è arrivata una famiglia che non si è limitata ad aprirmi la porta: mi ha fatta sentire a casa.

Quell’esperienza non aveva un progetto scritto o una scadenza. Aveva però la forza concreta di persone che avevano scelto di esserci. Mi ha permesso di crescere, studiare e costruire la mia vita.

Anni dopo, quando ero ancora single, ho cominciato a chiedermi perché tante persone disponibili ad accogliere incontrassero ostacoli e diffidenze, mentre tanti bambini continuavano ad aspettare una famiglia. Studiando l’affido ho scoperto che la Legge consentiva anche alle persone single e alle coppie non sposate di offrire la propria disponibilità, MA, nella pratica, i single e le coppie omosessuali si scontravano con stereotipi e pregiudizi istituzionali

Così, nel 2015, ho fondato AFFIDIamoci proprio per lavorare sulla distanza tra le possibilità previste dalla legge e le opportunità realmente accessibili ad alcune famiglie. Ho scelto di dedicarmi in particolar modo alla genitorialità affidataria e adottiva delle persone single e delle coppie LGBT+, accompagnandole nella formazione, nel dialogo con servizi e istituzioni, e nella scelta del possibile abbinamento con il minore.

La convinzione che mi ha guidato fin qua è semplice: non esiste una forma di famiglia giusta in assoluto. Occorre cercare la famiglia giusta per quel bambino, per la sua storia, i suoi bisogni e i legami che porta con sé.

Nel 2017, insieme con Emilia Russo, ho fondato M’aMa – Dalla Parte dei Bambini, una associazione nazionale impegnata nella ricerca e nella preparazione di famiglie disponibili ad accogliere bambini e ragazzi per i quali trovare una casa è più difficile. Oggi ne sono vicepresidente (ma Emilia è quella che conta davvero!).

Nel 2020 l’affido è entrato anche nella mia casa: ho accolto due fratelli adolescenti in affido sine die. Con il mio primo figlio formano la squadra con cui affronto la vita quotidiana, tra abbracci, porte sbattute, risate e qualche inevitabile urlaccio. Da questa esperienza e dalle storie incontrate nel mio lavoro è nato il libro Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma – Cronaca di un affido sine die.

Oggi porto nelle consulenze formazione professionale, anni di lavoro con le famiglie e l’esperienza diretta dell’Accoglienza: prima come ragazza accolta, poi come professionista e infine come madre affidataria. Con un po’ di ironia, quando serve. E con quella che continuo a chiamare la mia incurabile accoglienza convulsa.

Se vuoi capire da dove iniziare, prepararti ad un percorso di affido o adozione, oppure trovare uno spazio in cui affrontare le difficoltà che stai vivendo, contattami. Partiamo dalla tua situazione concreta e dalle domande che hai oggi.

📧 affidiamoci@affidiamoci.it

📱 WhatsApp Karin Falconi: 339 8322065

 

 

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Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma,

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