Avete mai risposto ad un Appello o ricevuto la prima descrizione di un bambino e poi… zac! la realtà si è presentata tutta diversa? Più viva, più complessa, più sorprendente (e a volte più faticosa) di quanto vi aspettavate?
Insomma vi è mai capitato che vi raccontassero che era timido e chiuso e poi vi siete trovati in casa un tornado?
L., mamma single affidataria, lo racconta con fatica e franchezza: quanto è importante che la presentazione di un minore sia realistica, onesta, e non edulcorata… per rispetto del bambino, ma anche di chi lo accoglie. Perché sì, l’Accoglienza richiede amore. Ma anche Verità.
“Io non capisco…
Non capisco perché non si possa essere chiari fino in fondo, perché non si riesca mai ad avere le reali informazioni su un bimbo/bimba…
Sarebbe molto più facile per tutti se nel momento in cui si è chiamati in tribunale per pronunciare il fatidico “SI” si avessero davvero tutte le informazioni: una relazione dei servizi sulla storia familiare, una relazione della struttura/casa famiglia che lo/la ospita sulla sua personalità, il suo carattere, i suoi punti di forza ma soprattutto le sue difficoltà, debolezze, fragilità; una relazione della scuola che frequenta (se la frequenta) specialmente in caso di disabilità con sostegno, perché gli insegnanti lo/la vivono quotidianamente; in caso di disabilità o problemi sanitari una relazione medica riguardo le sue problematiche, il suo quadro clinico attuale indicando farmaci e terapie che segue.
Il tutto diciamo aggiornato a non più di un anno e non relativo a mille anni fa quando magari il minore era appena entrato/a in struttura.
Sarebbe più facile! Ma tanto!
Io vorrei poter vedere anche una foto in quel momento, perché credo possa aiutare dare un volto a tutto ciò, perché a volte ci si innamora al primo sguardo, altre no.
Invece le info sono sempre poche, incomplete, non aggiornate, ma soprattutto spesso edulcorate, addolcite, quasi temendo che nel raccontare davvero le difficoltà e le criticità le famiglie si spaventino e scappino.
Invece no.
Invece così si darebbe la possibilità alle famiglie di sapere, di capire e valutare se se la sentono, se ce la possono fare, se sentono di avere le risorse per accogliere quel bimbo, quella bimba, se ritengono di essere davvero la famiglia giusta.
Io non capisco…
Sarebbe più facile…
Anche se evidentemente di facile non c’è proprio niente”.
L. (una MammaMatta amareggiata)


Come è vero , facile da capire secondo il semplice buon senso comune , ma evidentemente la logica di chi ha il potere di decidere per gli altri è diversa e non la possiamo capire noi comuni mortali , non possiamo capire la complessità e difficoltà di chi sa e noi non sappiamo, noi ignoranti , sempliciotti , faciloni , fragilini , ingenuotti , noi che poi dobbiamo cavarcela da soli perché chi ha paura di dire le cose come stanno , poi scappa a nascondersi e la colpa è sempre degli altri . Noi continuiamo a ” sederci dalla parte del torto perché tutti gli altri posti sono sempre occupati ….”
Noi ci siamo passate eccome.
Nessuna informazione né prima né durante.
Le informazioni le davamo noi e venivano sempre ignorate.
Si sarebbe stato tutto più facile se fossero state presenti, se ci fosse stata un’equipe di cui poter fare parte perché non sei lo scarto ma la prima linea e conosci i piccoli meglio di tutti e perciò puoi dare il tuo contributo di “non professionista”.
Sarebbe stato meglio sapere prima da cosa venivamo e cosa avevano visto e vissuto e che limitazioni avevano…
Forse, più che più facile, sarebbe stato più onesto poter sapere almeno l’età esatta, in che condizioni erano e da dove arrivavano:qualche accenno alla famiglia di origine …