Genitorialità transgender: la storia di una famiglia che smonta ogni pregiudizio


Una delle obiezioni più frequenti contro la genitorialità delle persone transgender è sempre la stessa: E i bambini? È una domanda che nasce quasi sempre dal pregiudizio (e raramente dalla conoscenza). Per questo oggi lasciamo parlare Roberta Cassetti, non a caso una delle formatrici dei percorsi di preparazione alla genitorialità di AFFIDIamociDopo aver letto il mio ultimo articolo dedicato alle persone transgender e al vuoto che troppo spesso le circonda quando si parla di genitorialità, mi ha scritto in privato il messaggio che leggerete qui sotto. Ho pensato che dovesse uscire da una chat e diventare una testimonianza pubblica. Perché, a volte, la realtà è il modo più efficace per smontare un pregiudizio.

“I miei figli hanno un papà biologico che li ama e che fa parte della loro vita.

Accanto a loro c’è Francesco, mio marito, una presenza preziosa e costante nella nostra famiglia.

Francesco ha scelto di esserci ogni giorno, con amore, cura e dedizione, assumendo un ruolo importante nel loro percorso di crescita.

Essere genitori non significa soltanto avere un legame biologico, ma anche esserci, accompagnare, ascoltare, sostenere e amare.

Con la sua presenza, il suo affetto e il suo impegno quotidiano, Francesco è una figura genitoriale importante per loro e per la nostra casa.

Il suo amore si costruisce nei piccoli gesti di ogni giorno, nella pazienza, nella responsabilità e nel desiderio di essere parte della loro vita.

Nel preparare la cena,nelle uscite ed anche nelle visite mediche…quando servono.

Noi siamo famiglia”

(Roberta)

Se hai una storia da raccontare, inviala ad affidiamoci@affidiamoci.it e sarà pubblicata in forma anonima. AIUTACI A DIFFONDERE LA CULTURA DELL’ACCOGLIENZA!

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