L’affidamento di adolescenti in situazioni complesse, con particolare attenzione ai contesti di fragilità e disabilità
Oggi al convegno Parole in Affido organizzato dalla cooperativa Ninfea e dal Distretto LT4, a Fondi (LT), ho parlato di loro.
Degli adolescenti fuori famiglia, al centro della nostra campagna #nonvihochiestodichiamarmimamma.
Ogni volta che lo faccio, mi accorgo che la cosa più difficile non è spiegare…è farli vedere davvero. Perché il punto è questo: quando parliamo di bisogni speciali, non pensiamo all’età.
E invece sì, a volte il bisogno speciale è proprio essere adolescenti.
Secondo i dati dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, sono circa 23.000 i ragazzi e le ragazze tra i 14 e i 17 anni che vivono in comunità.
Non perché irrecuperabili. Non perché problematici. Solo perché li vediamo troppo tardi…e nel tempo diventano invisibili.
Oggi ho provato a rimetterli al centro dicendo una cosa molto semplice, ma scomoda: gli adolescenti sono stati resi difficili proprio da noi adulti (che ora li dimentichiamo). Dietro a certi loro comportamenti ci sono abbandoni, maltrattamenti, tradimenti. Compiuti da noi adulti.
E noi cosa facciamo? Vediamo solo i loro comportamenti difficili, immaginando non possano essere superati.
Invece, dovremmo guardare l’affido di un adolescente come possibile. Non serve essere famiglie speciali: solo opportunamente formate e consapevoli.
Insomma forse è il momento che noi adulti cominciamo ad allargare il nostro sguardo.
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