C.
racconta la
sua breve esperienza di affido, troppo breve, ma intensa, ricca,
meravigliosa. La sua piccola è volata in cielo, e C. con la sua
famiglia l’ha accompagnata fino all’ultimo, con grande amore,
rispetto della sua diversità e, soprattutto, accettazione
incondizionata della sua unicità.
“La
foto di A. parla da sola…Sulla disabilità c’è molto da dire e
molto da fare. Ci sono ancora tanti, troppi pregiudizi. Troppe le
battaglie che i genitori devono combattere, con burocrazia assurda!
Anche noi prima di incontrare A. abbiamo avuto paura, eravamo
preoccupati soprattutto per i nostri bambini. Ma quanto ci siamo
sbagliati!
A.
ha vissuto nella totale pienezza, con lei siamo stati ovunque, mare,
montagna, gite, ha avuto nonni, zii, amici, fratelli, TUTTI l’hanno
amata ma soprattutto lei ha amato tutti noi! I nostri bambini non
l’hanno mai vista “diversa ” e non passa giorno senza che
parlino di lei, di quanto manca a tutti…
Un
bambino non è la sua diagnosi.
A.
aveva
trovato il modo di comunicare con noi, a me bastava uno sguardo per
sapere cosa stesse pensando e se stesse bene o male. La vita insieme
a lei è stata bellissima…
A
questi bambini di avere un sondino naso gastrico o di non poter
camminare non gli importa, siamo noi adulti a faticare ad accettare
una peg o una carozzina! A loro basta avere una famiglia che li ami
per quello che sono. Ricordo gli sguardi della gente al mare o in
giro e lei rispondeva sempre con un sorrisone, anima pura e semplice…
Allora
mi chiedo chi è il vero disabile? Non
siamo forse noi, incapaci di amare e di aprirci al diverso pensando
che questi bambini siano portatori di problemi e sofferenza? Così
facciamo
un torto prima di tutto a noi stessi non
dandoci
la possibilità di vivere un amore grande e incondizionato.
Ci
sono tanti bambini abbandonati perché nati con una patologia grave:
se volete farVi un regalo, se volete che i vostri figli imparino il
valore vero della vita, aprite il Cuore, apritevi all’Accoglienza.
Se invece siete neogenitori di un bambino con una patologia grave,
non abbiate paura…sarà bellissimo. Sarà amore e gioia. Ciao Cucù,
manchi tanto amore mio”.
Una MammaMatta
2 thoughts on “Testimonianze, Storie di amore e bambini in affido familiare: “Chi è il vero disabile? Siamo forse noi?””
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