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FB AFFIDIamoci – reteMammeMatte
IG affidiamoci_rete_mammematte.
Canale YouTube: https://youtube.com/@affidiamoci?si=r-W9S41XOeAsNTPv
AFFIDIamoci nasce nel 2015 e dal 2017 fa parte della associazione M’aMa – Dalla Parte dei Bambini.
La nostra attività nasce da un principio semplice: ogni bambino ha diritto a crescere nella famiglia più giusta per lui, indipendentemente dalla forma che quella famiglia assume.
La domanda è semplice: se un bambino ha bisogno di una famiglia (per sempre o per un po’ – affidataria o adottiva), perché escludere a priori una persona single o una coppia lgbt+? D’altronde la stessa Legge 184 apre l’affido a qualsiasi persona, purchè opportunamente formata attraverso un percorso presso gli enti territoriali competenti: single, coppie etero ed omosessuali, coniugate o no, con e senza figli.
Eppure, nonostante la Legge 184 non preveda limitazioni basate sul genere, l’orientamento sessuale, la situazione economica o il credo religioso, de facto, in alcune regioni, un single o una coppia gay, anche se opportunamente formati dai servizi sociali territoriali, non sono presi in considerazione come lo sarebbe una qualsiasi famiglia tradizionale.
AFFIDIamoci combatte questo pre-giudizio istituzionale che serpeggia nella maggior parte dei Tribunali italiani.
Una visione bimbocentrica
AFFIDIamoci non risponde al mero diritto di genitorialità degli adulti; mantiene una visione bimbocentrica sulla quale noi MammeMatte ci occupiamo quotidianamente attraverso gli APPELLIinviatici dalle istituzioni.
Crediamo che ogni valutazione debba basarsi sulle competenze genitoriali, sulla capacità di cura, sulla stabilità relazionale e sulla disponibilità all’accoglienza, non su pregiudizi legati allo stato civile, all’orientamento sessuale o all’identità di genere. AFFIDIamoci pone grande attenzione all’inclusività, fondamentale in un paese dove le leggi sull’adozione sono ancora restrittive per alcune forme familiari.
Dieci anni di risultati
Oggi AFFIDIamoci è diventata una delle principali reti italiane dedicate all’accoglienza da parte di persone singole (etero e non) e coppie LGBT+.
La nostra rete conta oltre 350 famiglie mono e omogenitoriali distribuite su tutto il territorio nazionale.
In 10 anni oltre 100 bambini e adolescenti hanno trovato una famiglia affidataria (spesso diventata adottiva attraverso l’adozione in casi particolari ex art.44) composta da una persona single o da una coppia omosessuale.
Tra questi:
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55 minori accolti da persone single affidatarie;
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40 minori accolti da coppie omosessuali affidatarie;
Dal 2015 ad oggi siamo inoltre arrivati alla 35ª edizione del percorso informAFFIDO, il percorso online di sensibilizzazione e orientamento che ha coinvolto circa 350 persone single e oltre 100 coppie omosessuali provenienti da tutta Italia.
Cosa offriamo
AFFIDIamoci accompagna le persone lungo tutto il percorso dell’accoglienza attraverso un sostegno psicologico, genitoriale, legale e pratico.
Offriamo:
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orientamento iniziale per comprendere se l’affido o l’adozione rappresentino il progetto più adatto;
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percorsi informativi e di approfondimento individuali e di gruppo;
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accompagnamento verso il giusto abbinamento;
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sostegno genitoriale e legale durante l’intero percorso di accolgienza;
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consulenze educative, relazionali e di orientamento giuridico;
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gruppi di confronto e reti di mutuo aiuto tra famiglie.
Il nostro lavoro non si limita alla ricerca di famiglie disponibili. Accompagniamo ogni persona nella costruzione di un progetto consapevole, sostenibile e realmente rispondente ai bisogni del minore.
Le sfide del futuro
Le battaglie che ci attendono sono ancora molte.
Una riguarda l’ex articolo 44.
Oggi nelle coppie dello stesso sesso il riconoscimento giuridico del minore riguarda molto spesso un solo genitore. Noi riteniamo che quando un bambino cresce all’interno di una coppia che esercita concretamente una funzione genitoriale condivisa, entrambe le figure debbano poter essere riconosciute e tutelate.
L’altra grande sfida riguarda proprio gli abbinamenti.
Vogliamo superare definitivamente il paradosso che single e coppie omosessuali possano essere presi in considerazione soltanto per i casi più complessi. L’obiettivo è che vengano valutati esattamente come qualsiasi altra famiglia, sulla base delle loro competenze e dei bisogni del bambino.
Una ulteriore sfida riguarda il pieno riconoscimento delle competenze genitoriali delle persone transgender.
Già oggi, quando la loro situazione giuridica e anagrafica è definita e compatibile con i requisiti richiesti dalla normativa vigente, le persone transgender, sempre in base alla Legge 184, possono accedere all’affido familiare. Riteniamo però che sia necessario promuovere una cultura dell’accoglienza sempre più libera da stereotipi e pregiudizi, affinché ogni valutazione sia basata esclusivamente sulle capacità educative e relazionali della persona e sui bisogni del bambino, coerentemente con la nostra visione bimbocentrica.

