IL TRIBUNALE CERCAVA UNA FAMIGLIA. ARTURO HA TROVATO DUE PAPA’


Questa è una delle storie più belle che ho vissuto con AFFIDIamoci.

Ricordate che qualche mese fa abbiamo pubblicato l’appello di Arturo? Un bambino con una storia difficile, uno di quei piccolissimi che vengono considerati complessi perchè hanno bisogno di qualche attenzione in più, di tempi più lunghi, di adulti capaci di non spaventarsi davanti alla fragilità?

Ebbene questi bambini solitamente non hanno la fila di genitori affidatari o adottivi ad attenderli ma, se qualcuno si presenta…di sicuro è quello giusto! 

Così è accaduto proprio per il nostro Arturo: per lui si sono presentati due papà, una nostra vecchia conoscenza perchè tre anni fa hanno accolto prorpio uno dei nostri bambini.

Io li conosco bene perché, nel tempo, ho avuto il privilegio di accompagnarli nel loro percorso di genitorialità, vedendoli portare avanti, con una serietà straordinaria e una consapevole leggerezza, la crescita del loro piccolo.

Li ho visti correre da una seduta di logopedia ad una di psicomotricità, affrontare la riabilitazione con il sorriso, trasformare le fatiche quotidiane in piccoli traguardi da festeggiare, cambiare la macchina in una più grande, cercare una casa ancora più comoda.

Mai una lamentela. Mai il peso del sacrificio. Solo due genitori capaci di dire al proprio figlio, ogni giorno: Siamo qui.

E c’è una cosa che, di loro, mi ha sempre conquistato: non hanno accolto un bambino con fragilità perché quella era l’unica possibilità per diventare genitori, non hanno scelto la strada più accessibile pur di avere un Figlio. Loro, da sempre, hanno scelto, insieme, di esserci proprio per i bambini che hanno bisogno di qualcosa in più. La fragilità non è mai stata un ripiego: è stata una scelta, La Scelta.

Allora, a chi si fa domande su come una coppia di due papà possa garantire il materno, l’accudimento (come se certe qualità appartenessero al genere e non alle singole persone) presenterei proprio loro due, anzi loro tre, anzi, ora (con il piccolo Arturo) loro quattro.

Perché le funzioni genitoriali non abitano dentro una madre o un padre ma dentro alcuni adulti capaci di garantirle. E il Tribunale questo lo ha visto quando ha ritenuto questa coppia la famiglia migliore per Arturo.

Arturo è fortunatissimo, perché non ha trovato semplicemente due giovani papà ma due persone che hanno già dimostrato di saper trasformare la fragilità in possibilità, la paura in fiducia, le terapie in sorrisi, i limiti in conquiste quotidiane.

Questa è la famiglia che il Tribunale ha scelto per lui. E io non riesco a immaginare scelta più giusta. Perché il compito di un Tribunale non è trovare una famiglia che risponda a stereotipi rassicuranti, ma è trovare la famiglia migliore per quel bambino.

Per Arturo, quella famiglia sono i nostri due papà.

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