Appello Affido sine die, mantenimento del rapporto con il fratello
Aperto a: Genitori affidatari single, o in coppia etero e omosessuale
Territorio di ricerca: Marche e regioni limitrofe
Per maggiori informazioni, scrivi ad: affidiamoci@affidiamoci.it specificando se sei in coppia o single, da dove scrivi e se sei già formato sull’affido o sull’adozione
Karl ha 13 anni, vive in comunità e frequenta la scuola secondaria di primo grado e a scuola ha il sostegno e un PEI.
È un ragazzo che con chi non conosce tende a chiudersi, non concede facilmente fiducia, fatica a raccontare quello che prova e, quando qualcosa diventa troppo, può isolarsi. Il cellulare è uno dei suoi rifugi e anche per questo gli adulti che lo accompagnano stanno lavorando su regole e limiti chiari.
Ha vissuto momenti di forte sofferenza che hanno inciso sul comportamento, sul rendimento scolastico e anche sullo sport, tanto che ha lasciato il calcio che praticava.
Con Karl non servono grandi dichiarazioni, serve un adulto capace di non interpretare la sua chiusura come un rifiuto, di reggere i momenti complicati e di costruire una relazione senza pretendere risultati immediati.
Karl ha un fratello più piccolo, che avrà un proprio progetto di affido in un’altra famiglia. Per entrambi è importante poter continuare a frequentarsi.
Domande frequenti sull’Appello Affido sine die di Karl
Cos’è il PEI a scuola?
Il PEI (Piano Educativo Individualizzato) è il documento che definisce il percorso scolastico personalizzato di un alunno con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992. Indica obiettivi educativi e didattici, modalità di sostegno, strategie, strumenti e interventi necessari per favorire apprendimento, autonomia, relazione e inclusione scolastica. Avere un PEI e un insegnante di sostegno non significa necessariamente avere una grave disabilità. Nel caso di Karl, il PEI serve quindi a permettergli di affrontare la scuola con strumenti e obiettivi adeguati alle sue difficoltà e alle sue potenzialità.
Perché in questo affido, i fratelli vengono divisi?
Quando possibile, nell’affido familiare è importante tutelare il legame tra fratelli, questo, però, non significa che debbano necessariamente essere accolti nella stessa famiglia. In alcune situazioni i fratelli possono avere età, bisogni, fragilità e necessità educative molto diverse, tali da rendere più adeguati due progetti di affido distinti. La separazione, quindi, non dovrebbe significare interrompere il loro rapporto, ma cercare per ciascun bambino la famiglia più adatta ai suoi bisogni, continuando a proteggere il legame fraterno. Nel caso di Karl, il progetto prevede un affido familiare separato da quello del fratello, ma con il mantenimento della loro relazione.
VUOI CANDIDARTI A QUESTO APPELLO? Per farlo devi essere già formato dagli enti territoriali competenti sull’affido o sull’adozione, e poi scrivere ad affidiamoci@affidiamoci.it per ricevere maggiori informazioni e confrontarti con un nostro referente.
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