CHI ACCOGLIE FA FAMIGLIA: PARTENZA COL BOTTO (E SENZA SCALETTA)


Ieri sera il primo appuntamento di Chi Accoglie Fa Famiglia è andato esattamente come speravo: denso, chiaro, operativo. Zero retorica, molti strumenti.

La scaletta? È saltata, ma il contributo di Angelo Schillaci era troppo prezioso per ingabbiarlo in un rigido programma.

Abbiamo affrontato temi attualissimi (spesso evitati perchè ritenuti scomodi), con uno sguardo rispettoso delle specificità di ogni forma genitoriale e con un promemoria che per AFFIDIamoci non è mai opzionale: non esiste un diritto alla genitorialità, esiste il diritto di ogni minorə a crescere nella famiglia più giusta per lui.

Con grande onestà intellettuale -e tenendo conto di quanto la prassi, troppo spesso, non coincida con il piano giuridico- abbiamo parlato di genitorialità transgender, oltre stereotipi e semplificazioni; possibilità genitoriale per coppie di donne e di uomini e per le persone single, con le differenze tra uomini e donne (così come oggi vengono lette dal sistema).

Nessuna promessa di scorciatoie. Solo tanta consapevolezza.

Si è parlato anche di GPA e reato universale (!), senza slogan e senza scorciatoie, distinguendo con nettezza il piano ideologico da quello giuridico.

Un passaggio centrale è stato quando Angelo Schillaci, insieme con Emilia Russo, hanno richiamato un principio che dovrebbe essere ormai acquisito e condiviso, ma che evidentemente necessita ancora di essere ribadito con forza: dal 2013, con la sentenza 601, l’orientamento sessuale non può condizionare la valutazione della genitorialità.

Tradotto: l’omosessualità non è preclusiva, né può esserlo, in una valutazione giuridica sulla capacità genitoriale.

E poi…tanti interrogativi aperti, di quelli seri:

  • la sentenza 33/25, che apre l’adozione internazionale alle persone singole, indipendentemente dall’orientamento sessuale, parlando di cittadini con stato civile libero: ma allora nella prassi, un single che convive può procedere?
  • la genitorialità transgender: a livello formale vale il dato anagrafico. Una coppia trans che all’anagrafe risulta uomo e donna può accedere giuridicamente ad affido o adozione: ma cosa succede davvero in sede di valutazione in Tribunale?

Tutti i partecipanti, insieme ai professionisti, si sono soffermati a lungo sulle domande aperte, provando a cercare risposte collettive, mettendo in dialogo competenze giuridiche, esperienze concrete e vissuti diretti. È stato un confronto vero, partecipato, senza cattedre, ma è stato anche inevitabilmente chiaro che la discrepanza tra il piano giuridico e la prassi è ancora troppo ampia.
Per questo per
alcuni interrogativi non abbiamo trovato risposta: oggi il sistema applicativo resta disomogeneo, spesso imprevedibile.

Ed è esattamente da qui che ha senso ripartire, se l’obiettivo non è rassicurare gli adulti ma tutelare davvero i diritti dei minorə.

Sì, confermo, mi è piaciuto molto come siamo partiti. E no, non rimetteremo la scaletta: insieme ai tanti partecipanti (abbiamo anche sforato il numero previsto!) abbiamo deciso di recuperare la prossima volta iniziando prima dell’orario prefissato.

Ci vediamo venerdì 30 Gennaio, sempre alle 19.00, per il secondo incontro!!
Per info sul corso scrivete ad affidiamoci@affidiamoci.it

K.F.

4 thoughts on “CHI ACCOGLIE FA FAMIGLIA: PARTENZA COL BOTTO (E SENZA SCALETTA)

  1. Salve è possibile registrare gli incontri in modo da vederli in differita? Negli orari proposti spesso sono impegnata a lavoro però vorrei ascoltare i dibattiti Grazie Agnese

    1. Ciao Agnese certo, gli iscritti hanno la possibilità di ricevere gli incontri registrati, se ne avessero perso qualcuno. Un abbraccio

    1. Salve Annarita solo per gli iscritti, ci spiace:) per qualsiasi info può scrivere ad affidiamoci@affidiamoci.it grazie

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