Ci sono regali che non ti aspetti e quando li scarti ti fanno venire da ridere…ma con gli occhi lucidi (perché in realtà stai per piangere).
Il biglietto di Marco e Lorenzo e quel braccialetto con il piccolo nodo sono uno di questi: una sorpresa per festeggiare l’adozione del loro piccolo A.
Dentro a quelle parole c’è un pezzo di strada fatta insieme. C’è il destino che entra in gioco quando meno te lo aspetti. C’è la consapevolezza che non esistono bambini non voluti, ma famiglie non ancora trovate. E c’è quella immagine meravigliosa del nodo, che unisce e che ricorda che le relazioni vere non finiscono ma cambiano solo forma, e in questo caso sono diventate rete, quella di AFFIDIamoci.
Marco e Lorenzo, non posso nasconderlo, sono una coppia di due papà che ho nel cuore e non solo per l’amore che donano quotidianamente al loro piccolo A., ma anche perché hanno scelto di restare accanto a noi: portando la loro testimonianza, credendo nei nostri progetti, condividendo gli APPELLI…facendosi ponte per altri bambini, mettendoci la faccia.
Lo fanno con ironia, con allegria, con consapevole leggerezza. Lo fanno perché vogliono che il loro (nostro) piccolo A. non sia uno dei pochi bambini ad aver avuto la fortuna di incontrare la famiglia giusta.
E qui non posso fare a meno di pensare a quello che ci diciamo con Emilia, con un po’ di ironia e tanta amarezza, quando vediamo alcune famiglie che, dopo averci cercato con insistenza, dopo averci scritto, chiamato, perseguitato (!) per poter accogliere un bambino…appena quel bambino arriva spariscono. Si tolgono perfino dalla mailing list che serve a condividere gli Appelli per altri bambini che stanno ancora aspettando.
E allora, tra noi, sorridendo ma capendoci al volo, diciamo: “Prendi il bambino e scappa”.
Marco e Lorenzo no. Loro hanno fatto esattamente il contrario: hanno conosciuto A. e sono rimasti in AFFIDIamoci, affianco agli altri bambini, allargando la loro famiglia e trasformando la loro storia personale in responsabilità collettiva.
Quel braccialetto è questo. È un grazie.
È una promessa.
È un piccolo nodo che tiene insieme tante storie, tante risate, e tante tante speranze.
Ed è anche la prova più bella che la felicità di A. non è solo la fine di un percorso: è l’inizio di molti altri.
Grazie ragazzi!
K.
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