GENITORIALITA’ TRANSGENDER: QUANTE PERSONE TRANS CI SONO IN ITALIA?


La volta scorsa ci siamo fatti una domanda apparentemente semplice: quanti genitori transgender ci sono in Italia?

Risposta? Il vuoto statistico.

E allora facciamo un passo indietro e partiamo da una domanda ancora più basilare: quante persone transgender vivono oggi in Italia?

Anche qui mancano numeri ufficiali.

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In realtà la mia non è semplice curiosità statistica, è una domanda che riguarda direttamente i nostri bambin*, quelli in attesa (anche da tanti anni) di una Famiglia. Perché mentre sento ripetere come un mantra che mancano famiglie affidatarie, dall’altra parte ci si ostina a non vedere, riconoscere e considerare, persone potenzialmente disponibili ad accogliere.

Le persone transgender potrebbero rappresentare un prezioso bacino di potenziali affidatar*.

Allora, prima di chiederci se siano disponibili all’affido, dobbiamo cominciare a capire quante sono, dove sono e quale rapporto hanno con il desiderio di genitorialità e di Accoglienza.

Proviamo a mettere insieme quello che sappiamo (anche se poco).

Ad oggi non esiste un dato certificato dall’ISTAT o da altra fonte istituzionale sul numero di persone transgender residenti in Italia. La cifra più citata -circa 400.000 persone- è una stima elaborata dal Centro di riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità, applicando alla popolazione italiana la forbice indicata dalla letteratura scientifica internazionale, compresa tra lo 0,5% e l’1,2% della popolazione generale.

È una proiezione, non un conteggio, e gli stessi ricercatori dell’ ISS la considerano probabilmente sottostimata, perché non esiste uno strumento di rilevazione standardizzato.

Per colmare questo vuoto è nato SPoT (Stima della Popolazione Transgender), il primo tentativo organico di censimento della popolazione adulta transgender italiana, promosso da AOU Careggi, Università di Firenze, Istituto Superiore di Sanità, Fondazione The Bridge e Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere (ONIG), tramite un questionario anonimo online rivolto alla popolazione adulta.

Un punto di riferimento indiretto viene dai sondaggi di autopercezione: l’Ipsos LGBT+ Pride Report rileva che il 9% degli italiani intervistati si definisce LGBT+, con un 4% che si identifica come transgender, genderfluid o non binario (questo dato è importante soprattutto perché fotografa quanto il tema, oggi, sia meno taciuto rispetto al passato).

A livello globale, l’OMS stima che le persone transessuali nel mondo siano circa 25 milioni, pari allo 0,3-0,5% della popolazione mondiale -un ordine di grandezza coerente con le stime italiane.

Insomma, non sappiamo esattamente quante persone transgender ci siano in Italia, ma sappiamo benissimo quanti bambini aspettano una famiglia. E allora forse il problema non è soltanto che mancano famiglie affidatarie. Forse il problema sta nel fatto che continuiamo a cercarle sempre negli stessi posti, tra le stesse persone e dentro la stessa idea di famiglia.

E mentre discutiamo su chi possa essere considerato abbastanza Famiglia, tanti bambin* ne aspettano una.

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