I BAMBINI NON SI RESTITUISCONO
Una famiglia affidataria può decidere di interrompere il percorso di avvicinamento, o restituire il bambino anche dopo settimane, mesi, anni, dal suo ingresso in casa.
I bambini restituiti non compaiono nelle statistiche. Sono numeri fantasmi.
Nessuna voce li registra come resi. Nessuna analisi sistemica.
Solo un freddo: “interruzione anticipata del progetto”.
Questo perché, essendo l’affido un istituto giuridico temporaneo (su carta della durata massima biennale), non viene archiviato come fallimento o abbandono.
Il bambino torna in comunità — e quasi mai nella stessa — con un’altra ferita. Un altro “non sei stato abbastanza”.
La famiglia?
Può ricominciare altrove. Spostarsi in un altro centro affidi. Accogliere di nuovo. Senza alcuna conseguenza giuridica. Nessun limite reale.
Come se il bambino fosse stato solo un passaggio di percorso. Un’esperienza andata male.
Ma un bambino non si cambia come si cambia progetto.
Un bambino non si “prova”.
Non si restituisce.
Parlare di resi nell’affido è scomodo, ma necessario.
Perché obbliga tutti – famiglie, servizi, istituzioni – a interrogarsi su come evitare che accada.
Serve formazione reale, profonda della famiglia affidataria.
Serve preparazione del bambino a fare il salto nel buio a casa di completi estranei.
Serve verità nei profili dei minori, e abbinamenti responsabili.
Serve una rete che tenga, che accompagni, che non molli.
Perché un affido interrotto non è solo un progetto che finisce. È una fiducia tradita.
E ogni reso non nominato, è un’altra omertà istituzionale.
❤️ Con AFFIDIamoci ci siamo. Per parlarne, per formare, per sostenere.
Perché accogliere è un atto grande. Ma non si fa da soli.
Se stai vivendo un affido o ci stai pensando, scrivici ad affidiamoci@affidiamoci.it
Anche questo è prendersi cura.
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