IL 10 FEBBRAIO SAREMO A MANTOVA – #nonvihochiestodichiamarmimamma


La campagna #nonvihochiestodichiamarmimamma di sensibilizzazione all’affido degli adolescenti fuori famiglia continua a entrare nelle scuole. E questa volta lo fa all’Istituto Manzoni di Suzzara, il 10 febbraio.

Per cosa? Guarda il video!

Per il secondo incontro del percorso Due famiglie per crescere – l’affido familiare, un’esperienza di condivisione e accoglienza che ci cambia, organizzato da quattro anni dall’Associazione Solidarietà Educativa di Mantova e che quest’anno ha scelto noi per incontrare studenti (e docenti).

Così io ed Emilia, il 10 febbraio, leggeremo un po’ di pagine (di quelle divertenti) di Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma e condivideremo con i ragazzi la nostra esperienza di MammeMatte.

Quando parliamo di affido, lo facciamo tenendo conto non solo dell’età di chi ci ascolta, ma anche del loro indirizzo di studio e dei possibili sbocchi professionali. In questa occasione, infatti, incontreremo le classi quarte di un corso a indirizzo sociale.

È un’occasione a cui teniamo molto per un motivo preciso: c’è bisogno che le scuole inizino – o continuino – ad aprirsi all’Accoglienza, proprio come sta facendo l’Istituto Manzoni di Suzzara. Parlare di affido a scuola non è teoria astratta. È educazione alla realtà, per grandi e piccini.

 

LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI SULL’ EVENTO:

Perché parlare di affido degli adolescenti a scuola?

Perchè nella comunità scolastica sono tanti i bambini/ragazzi in affido che hanno difficoltà a condividere apertamente il proprio vissuto. Perchè gli stessi docenti hanno l’obbligo di conoscere l’affido e tutto quello che può segnare i ragazzi che lo hanno vissuto.

Cosa c’entra un libro come Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma con gli studenti?
C’entra eccome: racconta l’affido dal vivo,
è un diario di una accoglienza di due adolescenti e, tra una risata, e una lacrima, può essere uno strumento potente per capire cosa significa accogliere davvero.

Che valore ha incontrare ragazzi di un indirizzo sociale?
Altissimo: significa parlare di affido con chi domani lavorerà nell’educazione, nel sociale, nei servizi. Formare sguardi, prima ancora che competenze.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Post recenti