Ieri. 31 marzo. Non un giorno qualsiasi.
Ieri si è celebrata la Giornata Internazionale della Visibilità Transgender.
Una giornata che non aggiunge qualcosa, ma rivela ciò che c’è sempre stato. Le persone trans esistono da sempre. Dal 2009 questa giornata prova a ricordarlo al mondo.
E allora fermiamoci un attimo.
Perché in AFFIDIamoci questa giornata non è un tema in più.
È rimanere esattamente al centro della nostra visione. Infatti, i dati ci dicono molto: in Italia si stima che le persone transgender siano circa 400.000, cioè tra lo 0,5% e l’1% della popolazione anche se NON ESISTE una mappatura ufficiale: e l’invisibilità, in questi casi, diventa statistica. Sono molte le persone che scelgono di non dichiararsi, quindi i numeri reali sono probabilmente più alti.
E qui entra in scena AFFIDIamoci.
Famiglia. Accoglienza. Diritti di ogni minore a crescere in Famiglia.
Se una persona trans fatica ad essere riconosciuta come cittadinə, figuriamoci quanto spesso viene riconosciuta come possibile genitore, possibile famiglia, possibile risorsa.
Eppure io lo vedo ogni giorno: non esiste un modello unico di famiglia, esiste una famiglia per quel bambino. E allora ecco che sollevo la solita domanda: quante possibilità togliamo ad un nostro bambino quando lasciamo fuori qualcuno? Quanti bambini restano in comunità mentre qualcuno, da qualche parte, potrebbe essere esattamente la loro famiglia…?
E allora oggi, anche se è il giorno dopo, invito tutti a riflettere e a provare ad allargare lo sguardo tenendo sempre al centro i bisogni dei bambini, non le paure degli adulti. Allargare l’idea di famiglia.
Perché ogni volta che una famiglia impossibile viene riconosciuta, ad un bambino è riconosciuto il proprio diritto di crescere in Famiglia.
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