PAPA’, VOGLIO STARE CON TE PER SEMPRE


Lui, genitore affidatario single. Lei, una ragazzina ferita da due affidi falliti, chiusa all’amore.

Insieme hanno ricostruito la fiducia, giorno dopo giorno. Finché un giorno lei lo ha guardato e ha detto: Papà, voglio stare con te per sempre. Dall’affido all’adozione. Dalla paura, una nuova famiglia.

C’era una volta una bambina di nome Viola, che aveva undici anni e una storia familiare difficile.

La sua vita non era stata affatto facile: due affidamenti erano finiti male e aveva passato sette mesi in una casa famiglia, dove ogni giorno sembrava un ripetersi di tristezza e solitudine. Non conosceva l’amore di una famiglia che si prendesse cura di lei come avrebbe desiderato.

Viola non riusciva a fidarsi di nessuno. Era sempre sulla difensiva, pronta a respingere chiunque cercasse di avvicinarsi, anche con un sorriso. Trattava tutti con freddezza, come se volesse allontanare ogni possibilità di soffrire ancora. Ogni giorno, nel suo cuore, c’era una forte barriera che sembrava impossibile da abbattere.

Ma in quella casa, c’era una persona speciale: il suo papà affidatario. Era un uomo gentile, paziente e sempre pronto a darle una mano senza mai forzarla. Con il tempo, anche se Viola non lo ammetteva, cominciò a notare che lui non l’abbandonava mai, nemmeno nei giorni più difficili. Ogni piccolo gesto, ogni parola di conforto, sembravano entrare nel suo cuore come un raggio di sole che, poco alla volta, scioglieva il ghiaccio che l’aveva protetta per tanto tempo

Il papà affidatario non chiedeva mai nulla in cambio. Le dava solo amore, senza aspettative, come se fosse un regalo che non aveva bisogno di essere ricambiato. La bambina, lentamente, cominciò a capire che forse, solo forse, l’amore poteva davvero cambiare le cose. E così, uno dopo l’altro, i giorni diventarono più luminosi. Iniziò a sorridere di più, a fidarsi un po’ di più, e a sentire il calore di una famiglia che finalmente le dava un posto dove essere amata per quella che era.

Passarono gli anni, e Viola, con il suo cuore che si era lentamente riscaldato, si accorse che il papà affidatario non era più solo una figura che la aiutava. Era diventato la sua famiglia, quella che non aveva mai avuto. Così, dopo cinque anni e mezzo di affido, in un momento di riflessione, decise che era pronta a compiere il passo più importante della sua vita: chiedere di essere adottata dal suo papà.

Con gli occhi pieni di speranza, lo guardò e, per la prima volta, disse: “Papà, voglio stare con te per sempre.” Il papà sorrise, con il cuore gonfio di gioia, e le rispose: “Anche io, Viola, ti voglio con me per sempre.”

E così, grazie all’amore che aveva finalmente trovato, Viola poté scrivere un nuovo capitolo della sua vita, dove la fiducia, la speranza e l’affetto erano diventati la sua nuova realtà. La bambina che un tempo non credeva nell’amore, ora era parte di una famiglia che l’aveva scelta, e tutto intorno a lei diventava, giorno dopo giorno, più bello”.


Un papà affidatario

AFFIDIamoci (progetto M’aMa sulla mono e omogenitorialità affidataria) riceve mandato gratuito da Tribunali dell’intero territorio nazionale per cercare genitori affidatari single e in coppia omosessuale (opportunamente formati), disponibili ad accogliere minori in attesa di famiglia (vedi APPELLI). Una volta raccolte le candidature, AFFIDIamoci le trasmette ai Tribunali che provvederanno a convocare i candidati per un colloquio conoscitivo.

In questa fase, e fino alla presentazione in Tribunale, i candidati sono sostenuti gratuitamente. Sarà il Tribunale a valutare l’idoneità dell’eventuale abbinamento tra il candidato e il minore. In caso di abbinamento, su richiesta della famiglia, AFFIDIamoci continuerà a offrire supporto genitoriale e/o giuridico a tariffe sociali e, dove possibile, accompagnerà la famiglia nella presentazione dell’istanza di adozione ai sensi dell’art.44.

2 thoughts on “PAPA’, VOGLIO STARE CON TE PER SEMPRE

  1. Una storia realistica della potenza ed efficacia dell’ affetto verso un essere che ha dovuto costruire una corazza per sopravvivere.
    La costanza,la tenacia e la dolcezza dell’amore danno sempre frutti.
    Scrivo questo perché l’ho già sperimentato con i miei figli.
    Sono una madre adottiva.

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