Nel mondo dell’affido (come dell’adozione) adolescenti e pre adolescenti vengono visti come “troppo grandi”.
Troppo grandi per legarsi.
Troppo grandi per fidarsi.
Troppo grandi per tornare ad essere figli.
E se alla fine a spaventare noi adulti fosse proprio questa libertà? La libertà di dire sì.
Un ragazzino grandicello non è un pacco con il manuale di istruzioni: lui ti osserva, ti scruta, ti annusa (anche letteralmente, fidati!), ti mette alla prova. E poi, se vuole, ti sceglie.
Ma anche no.
E se è no, è no: può decidere di non fidarsi, di non riconoscerti come casa.
Tu invece…non hai questa libertà. Dopo quel primo sguardo, dopo quella promessa fatta negli occhi –sarò la tua famiglia, per sempre o per un pò- non puoi più tirarti indietro. Non esiste il tasto annulla, non c’è il ci ho ripensato.
Insomma: la libertà di scelta è la sua; la responsabilità della promessa è tutta tua!
Faticoso, eh? Si, ma anche straordinariamente autentico.
Perché se noi adulti da una parte perdiamo la comoda illusione di essere padroni del decreto (firmo, accolgo, ricevo amore), dall’altra guadagniamo (alle volte, non sempre) la gioia di essere scelti come Famiglia. Ed è proprio la loro età, quella tanto temuta, che rende possibile questa magia.
Perché i ragazzi più grandi hanno vissuto, hanno visto, provato, sperato e perso. Hanno strumenti critici che un bambino piccolo non possiede. Ed è proprio questo a dare peso al loro sì: un sì che non nasce dalla ingenuità, dall’incoscienza, ma dalla decisione consapevole di fidarsi ancora.
E noi adulti? Noi, tra un crollo di nervi e tanta ironia (fondamentale!), impariamo che un adolescente non si conquista blindando, ma lasciando aperto.
Non imponendo, ma accogliendo.
Non cancellando il passato, ma ri-affrontandolo insieme.
Un ragazzino grandicello ti sceglie. E il giorno dopo ti risceglie. E il giorno dopo ancora. Ed è proprio qui la magia del legame.
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