…Probabilmente Babbia e Nevro NON sarebbero state un caso per 10 anni, ma solo due sorelle con tanto di nome e bisogni chiari.
Nevro sarebbe entrata nel Registro Nazionale ancora prima di essere una “adolescente ufficialmente allergica alla parola famiglia, ufficiosamente in attesa che qualcuno bussi alla porta senza chiedere il permesso.”
E Babbia non come “bambina con bisogni speciali”, ma come bambina unica e speciale!
Entrambe sarebbero entrate nel sistema, sarebbero state subito visibili, non come caso complesso, o come meglio aspettare la famiglia perfetta, ma semplicemente come due bambine che avevano bisogno di una famiglia ADESSO.
E non sarebbero trascorsi 10 anni in comunità.
Disponibili, per loro, in elenco e ben visibili, ci sarebbero stati anche affidatari single e in coppia omo non da usare solo se non troviamo altro. Certo il Registro non avrebbe potuto riportare la dicitura coppia gay (perché l’orientamento sessuale è un dato ultrasensibile), né se una famiglia è monogenitoriale per scelta o per evento della vita…però avrebbe riportato cose molto più utili:
- formazione fatta;
- rete di supporto attiva;
- disponibilità ad accogliere fratelli;
- disponibilità ai bisogni speciali.
E a quel punto sarebbe stato più difficile dire: Non abbiamo trovato la famiglia giusta.
E non sarebbero trascorsi 10 anni.
E Nevro non avrebbe odiato tanto il mondo…e forse Babbia non si sarebbe sentita cosi troppo speciale.
Il Registro non fa miracoli. Ma se fosse esistito allora, Babbia e Nevro sarebbero state meno invisibili e alcune scelte – o non scelte – avrebbero avuto finalmente un nome.
E questo, per loro, avrebbe fatto la differenza.
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