AFFIDO SINE DIE: E’ STATA PROPRIO LINA A CHIEDERE UNA FAMIGLIA AL GIUDICE


Affido sine die; incontri periodici con le sorelle

Aperto a: Genitori affidatari single, in coppia etero e omosessuale

📍 Territorio: Lazio e regioni limitrofe

Per maggiori informazioni, scrivi ad: affidiamoci@affidiamoci.it specificando se sei in coppia o single, da dove scrivi e se sei già formato sull’affido o sull’adozione

Lina è una ragazzina di 14 anni che ha vissuto violenza subita e assistita all’interno della propria famiglia, sperimentando situazioni che nessun bambino dovrebbe mai conoscere. Eppure, ciò che colpisce di lei non è il trauma che ha attraversato, ma la solarità e l’empatia che mostra nei confronti di tutti. 

È stata proprio Lina a chiedere al Giudice la possibilità di crescere in un’altra famiglia: una richiesta coraggiosa, maturata dopo anni complessi e dopo aver scelto di interrompere spontaneamente i rapporti con entrambi i genitori.

Lina non presenta problematiche sanitarie né particolari difficoltà comportamentali, frequenta regolarmente il proprio percorso di sostegno psicologico, va bene a scuola ed è una ragazzina solare, affettuosa e capace di creare ottimi rapporti interpersonali. Ama ascoltare musica, guardare film e condividere momenti di serenità con le persone che le stanno accanto. 

Lina è alta, ha occhi castani e capelli ricci. Come tante ragazze della sua età, sogna una quotidianità fatta di normalità, affetto e punti di riferimento stabili.

Per Lina cerchiamo una famiglia affidataria che le permetta di essere una ragazzina, senza più dover portare sulle spalle il peso delle responsabilità e delle paure che hanno accompagnato la sua infanzia.

DOMANDE FREQUENTI SULL’APPELLO AFFIDO SINE DIE DI LINA

Lina ha chiesto di sospendere gli incontri con i suoi genitori

Sì. In Italia il minore ha diritto a essere ascoltato nei procedimenti che lo riguardano e il suo punto di vista viene tenuto in considerazione dai Servizi Sociali e dall’Autorità Giudiziaria. Nel caso di Lina, la ragazza ha espresso chiaramente il desiderio di interrompere i rapporti con entrambi i genitori e, al momento, non sono in corso incontri con loro.

Naturalmente una richiesta di sospensione dei contatti non produce effetti automatici: ogni decisione viene valutata caso per caso, tenendo conto dell’età, della maturità, della storia personale del minore e soprattutto del suo benessere psicologico ed emotivo. Quando i rapporti familiari risultano fonte di sofferenza, paura o destabilizzazione, i Servizi e il Tribunale possono disporre la sospensione degli incontri o prevedere modalità di contatto maggiormente protette.

Che cosa significa che Lina è stata vittima di violenza assistita e subita?

Per violenza assistita si intende l’esposizione di un minore a episodi di maltrattamento, aggressione o abuso tra figure adulte di riferimento. Per violenza subita si intende invece la violenza esercitata direttamente sul minore. Lina, poi, purtroppo, nel corso della sua vita, è stata vittima di maltrattamenti sia all’interno della famiglia sia successivamente, durante il periodo di allontanamento dalla stessa.

SE VUOI CANDIDARTI PER QUESTO APPELLO devi essere già formato dagli enti territoriali competenti, e poi scrivere ad affidiamoci@affidiamoci.it per ricevere maggiori informazioni e confrontarti con un referente. Se, invece, desideri comprendere verso quali APPELLI puoi sentirti realmente prontə, richiedi una consulenza personalizzata scrivendo allo stesso indirizzo email, specificando se sei single, in coppia etero o omosessuale.

5 thoughts on “AFFIDO SINE DIE: E’ STATA PROPRIO LINA A CHIEDERE UNA FAMIGLIA AL GIUDICE

      1. Ciao Lina,se vuoi,noi per te ci siamo , siamo una coppia senza figli,Antonella e Mattia ,nn siamo formati teoricamente sull affido,ma abbiamo aiutato alcuni bambini per un periodo di tempo,viviamo a Napoli e siamo pronti a donarti l affetto che meriti

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Post recenti