Non sempre al primo incontro con un bambino ci si innamora.
Succede più spesso di quanto si creda: al posto del colpo di fulmine arrivano paura, smarrimento, la voglia di fuggire perché la realtà è più dura delle attese.
In AFFIDIamoci lo vediamo accadere: alcune famiglie si fermano altre, come quella di L., restano. Restano con responsabilità, con fatica, ma soprattutto con amore. Quella che leggerete è una testimonianza vera, potente, che racconta come si può passare attraverso il buio delle paure per arrivare alla luce di una scelta d’amore.
“Se penso a questo percorso riesco solamente a paragonarlo ad un immenso viaggio fatto di esperienze di vita,anche inconsapevoli, che mi han portato fino a qui; e proprio in cammino arriva la chiamata tanto attesa dopo aver risposto ad un Appello: stupore,incredulità, commozione.
In pochi giorni mi ritrovo a parlare con assistenti sociali, tutori, giudici. Dentro me un turbinio di emozioni, mi sento come se fossi stata gettata in una centrifuga a massima rotazione.
Arriva il grande giorno, pieno di emozioni e aspettative…ci incontriamo ma in un attimo tutto si sgretola. Non sento quel click al cuore che mi ero immaginata, le mie aspettative si scontrano con la realtà e in attimo il panico,la paura, la delusione prendono il panico. Mi chiudo ed inizia un lento percorso dentro me che scava, scava ogni giorno di più. Mette in discussione chi sono, ciò che voglio, ciò che so fare; mette in discussione tutta la forza che avevo dentro e che avevo messo per affrontare questa cosa.
E allora le lacrime solcano il viso, lo stomaco si chiude, le notti diventano insonni, l’irrequietezza prende il posto della quiete. E vado giù, sempre più giù persa nei miei mille pensieri, litigando con le persone che cercano di farmi ragionare. Mi sento sola, abbandonata anche da quella fede che ha sempre guidato i miei passi.
Ma poi una notte,in quelle poche ore di quiete sogno quel piccolino dai riccioli impertinenti e dentro di me inizia a muoversi qualcosa. Come se improvvisamente mi svegliassi da quella morsa di torpore che aveva imprigionato il mio cuore, mi rendo conto che un semino dentro me quegli occhietti furbi l’avevano lasciato. Rimetto insieme i pezzi del mio puzzle e capisco che, anche se non ho partorito, sono caduta nella tipica depressione post parto.
Ogni giorno ritrovo sempre di più la luce, rivedo quella strada, a piccoli passi torno a me, a questo immenso progetto ma soprattutto a lui. E il primo vero incontro diventa in realtà il nostro secondo incontro,quando con il cuore in gola ti ho trovato a mangiare i tuoi adorati biscotti.
Quando tu con le tue manine mi dici “in braccio” e mi stupisci quando con immensa naturalezza e dolcezza appoggi la tua testolina sulla mia spalla e con un braccino mi cingi il collo o addirittura quando all’improvviso mi riempi di baci. Ed io capisco che finalmente ti ho scelto davvero, con il cuore e con l’anima”.
(Una MammaMatta consapevole)
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