Cura e fragilità: legami speciali dell’affido
📅 8 settembre 2026 – ore 17:30
📍 Biblioteca Civica Comunale – Comune di Bardineto (SV)
🎟 Ingresso libero – evento aperto a tutti
L’8 settembre, insieme con Emilia Russo, sarò a Bardineto per parlare di affido familiare, bisogni speciali, accoglienza, cura e fragilità, partendo da una storia che conosco molto bene: quella di Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma – Cronaca di un affido sine die, nel quale racconto l’ingresso in una famiglia affidataria di due fratelli adolescenti, dopo una lunghissima permanenza in comunità.
Partiremo da qui per affrontare un tema di cui ancora si parla troppo poco: l’affido di bambini con bisogni speciali, di ragazzini grandicelli o con storie particolarmente complesse, di bambini con problematiche sanitarie serie o di gruppi di fratelli che fanno più fatica a trovare una famiglia disponibile ad accoglierli.
Cosa significa accogliere un adolescente? Cosa intendiamo davvero quando parliamo di bisogni speciali nell’affido? Quali fragilità può portare con sé un minore e quali risorse deve mettere in campo una famiglia affidataria? E, soprattutto, quanto può fare una famiglia quando decide di esserci?
Ne parleremo insieme in questo incontro organizzato dal Comune di Bardineto insieme con Serviens in spe. Sarà un’occasione per raccontare l’affido senza idealizzarlo, ascoltare esperienze diverse e confrontarci con famiglie, associazioni, operatori e cittadini.
Durante l’incontro interverranno:
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Mario Basso, Sindaco del Comune di Bardineto
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Silvia Brundu, counselor
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Loredana Ischia, (la nostra) referente M’aMa Regione Liguria (!)
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Daniele Giachello, Assistente Sociale
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Giulia Bandiera, Presidente Provinciale Associazione San Vincenzo
Mi piacerebbe che fosse un pomeriggio non soltanto per chi conosce già l’affido o sta pensando di diventare famiglia affidataria, ma anche per chi vuole semplicemente capire cosa significa aprire la propria vita ad un bambino o ad un adolescente che arriva con una storia già scritta, complessa, e che non ci chiede di cancellarla ma di aiutarlo a scrivere le pagine successive.
Anche quando la sua età, la sua storia o i suoi bisogni rendono la strada un po’ meno semplice.
E forse proprio per questo ancora più importante.
La partecipazione è gratuita, l’ingresso è libero e l’incontro è aperto a tutti.
Acquista ora una copia di Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma e sosterrai la campagna contro la permanenza prolungata degli adolescenti in comunità.
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