SINGLE E ADOZIONE INTERNAZIONALE: POSSO FARE DOMANDA ANCHE SE VIVO IN COPPIA?


È possibile intraprendere l’adozione internazionale da single anche se si vive felicemente (o quasi 😅) in coppia, etero o omo?

La risposta è… SI!

La cosa è un po’ contorta e anch’io confesso di averci messo un po’ prima di capirla:)

Dopo la sentenza 33/25 spesso, a voce bassa, all’orecchio, mi si avvicinava qualcuno sussurrandomi a mezza bocca: Ma…se io vivo stabilmente con il mio compagno o la mia compagna, posso presentare domanda come persona single?

Il mio primo pensiero era rispondere un secco NO, invece…la risposta è…. SI!!

Insomma oggi siamo messi così: una persona non coniugata e di stato civile libero può presentare individualmente la domanda di idoneità all’adozione internazionale, anche se convive stabilmente con un partner, eterosessuale oppure omosessuale.

Perchè?

Perchè la Corte ha dichiarato costituzionalmente illegittima l’esclusione delle persone single dall’accesso all’adozione internazionale.

E ci sono Tribunali che si sono già adeguati: quello di Bari, ad esempio, sfoggia un modulo dedicato al richiedente single nel quale è previsto uno spazio per indicare… l’eventuale convivente.

Questo significa che possono esistere coppie di fatto, sia eterosessuali sia omosessuali, nelle quali uno solo dei due intraprende formalmente il percorso adottivo come persona singola.

Attenzione, però.

Presentarsi come single non significa nascondere il partner sotto il tappeto:)

La convivenza va dichiarata e valutata dai Servizi sociali e dal Tribunale, che approfondiranno aspetti come:

  • la stabilità della relazione;

  • il ruolo concreto del partner nella possibile vita del bambino;

  • la condivisione del progetto adottivo;

  • la rete familiare e di supporto.

Il decreto di idoneità riguarderà un solo aspirante genitore mentre l’altro, in un futuro, potrà eventualmente ricorrere all’adozione in casi particolari (ex art. 44).

Ed è qui che, da giurista mancata ma da rompiscatole professionista 😄, non posso fare a meno di fermarmi un attimo e riassumere l’assurdità di quanto emerge da questo quadro: due conviventi, etero o omosessuali, possono, individualmente, presentare domanda adottiva come single, mentre due persone unite civilmente non possono presentarla né insieme né singolarmente, perché… non sono più di stato civile libero!

In poche parole, se decidi di formalizzare la tua relazione, perdi una possibilità che invece conserva chi convive senza alcun vincolo giuridico. Come se il diritto ti dicesse: Hai deciso di assumerti più responsabilità? Perfetto. Adesso hai meno diritti.

E non sono solo io a trovare la cosa folle.

Anche il Tribunale per i Minorenni di Venezia, con ordinanza del 12 marzo 2026 ha rimesso la questione alla Corte costituzionale, ritenendo poco ragionevole che chi ha scelto di formalizzare la propria relazione con un’unione civile finisca oggi in una posizione più limitata rispetto a chi semplicemente convive.

I principali riferimenti normativi sono:

  • Legge 4 maggio 1983, n. 184, in particolare gli artt. 6, 29-bis e 44;

  • Corte costituzionale, sentenza n. 33/2025.

La conclusione, quindi, è questa.

La sentenza n. 33/2025 non ha aperto soltanto ai single che vivono da soli, ma anche a chi vive stabilmente in coppia, purché non sia sposato e non sia unito civilmente (cioè conservi lo stato civile libero).

Quindi, in Italia puoi convivere, progettare una famiglia, affrontare insieme il percorso adottivo… ma, se hai deciso di dare una forma giuridica alla tua relazione, rischi di pagarne le conseguenze:)

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