I Fratelli non si dividono!


“I fratelli non si dividono.”

Lo dice Niky, il papà di “Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma”. Una frase semplice. Granitica. Di quelle che sembrano ovvie… finché non entri nel mondo dell’affido.

E allora la domanda arriva: quando e perché, nell’affido, i fratelli finiscono in famiglie diverse?

Se il Tribunale dispone il mantenimento del legame, davvero quel legame viene tutelato nel tempo? E le famiglie affidatarie riescono (vogliono) sempre garantirlo? E soprattutto: qualcuno controlla, accompagna, verifica che accada davvero?

Perché sulla carta i fratelli non si dividono, nella pratica, invece, spesso sì. Con le migliori intenzioni, certo. Ma anche con molte zone grigie.

Spesso i fratelli sono inseriti fin dall’inizio in comunità diverse, così da crescere con tempi diversi e quotidianità diversa, ma non per questo smettono di essere uniti da un legame che non è solo affettivo, ma è:  memoria condivisa, lingua segreta.

È qualcuno che sa da dove vieni, anche quando tu vorresti dimenticarlo.

In “Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma” la relazione tra le sorelle è questo: una bomba emotiva e, allo stesso tempo, un’ancora. Si ignorano, si cercano, si feriscono, in ogni caso si tengono in piedi a vicenda anche quando non sanno bene come si fa.

Qui, se vuoi, puoi guardare su YouTube una vignetta che parla proprio di questo!

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