Ci avete terrorizzate!
Se dovessi riassumere il messaggio che ho ricevuto ieri, probabilmente userei proprio queste parole:) E sapete una cosa? Per me è uno dei complimenti più belli che potessimo ricevere.
Questa coppia di donne ha partecipato all’informAFFIDO – il percorso di preparazione online all’affido che conduco ormai da anni insieme con Emilia (e ad altre magnifiche professioniste del settore)- ed erano pronte ad iniziare, erano entusiaste. Poi…si sono fermate.
E questa è la conferma che informAFFIDO funziona (e che questa particolare coppia è matura e consapevole).
Perchè io ed Emilia non abbiamo creato questo percorso per convincere le persone a diventare famiglie affidatarie, lo abbiamo creato perché chi sceglie l’affido lo faccia con gli occhi completamente aperti.
Su internet è facile leggere cosa dice la Legge 184/1983: molto più difficile è capire come l’affido familiare venga realmente applicato in Italia.
Ed è proprio questo che raccontiamo, come diciamo sempre il dietro le quinte.
Parliamo della distanza che spesso esiste tra la norma e la realtà. Parliamo degli affidi che oggi non esistono quasi più nella loro temporaneità, ma si trasformano in affidi sine die. Parliamo della famiglia d’origine che esiste e (anche nella presenza-assenza) continua a far parte della vita del bambino. Parliamo delle difficoltà, dei conflitti di lealtà, delle emozioni che nessun manuale può spiegare…e parliamo anche di ciò che troppo spesso rimane sottovoce: i pregiudizi istituzionali che ancora oggi influenzano gli abbinamenti, soprattutto quando si tratta di single o di coppie lgbt.
Qualcuno dice che facciamo terrorismo psicologico, altri ci accusano di andare contro gli enti istituzionali. In realtà noi siamo semplicemente oneste perché i nostri bambini non hanno bisogno di adulti entusiasti, ma di adulti consapevoli.
In questi anni informAFFIDO è arrivato alla sua trentaseiesima edizione, e centinaia di persone hanno scelto di affidarsi a noi per comprendere davvero cosa significhi accogliere un bambino.
Molte di queste famiglie hanno scelto di proseguire la formazione nei rispettivi Centri Affido. Alcuni servizi, riconoscendo la qualità della preparazione ricevuta, aspettano le nostre famiglie a braccia aperte e completano il percorso conoscitivo, altri ripartono dalla formazione prevista dal proprio territorio. Ed è giusto che sia così.
Perché informAFFIDO non nasce per sostituire i Centri Affido, ma per colmare un vuoto: sono tante le persone sull’intero territorio nazionale che vorrebbero formarsi ma non trovano dove farlo. E tutte hanno il diritto (e il dovere) di capire davvero se l’affido familiare sia il progetto giusto per la propria vita (perché anche se l’unica, l’affido deve rimanere LA scelta).
Così, se una coppia, alla fine del nostro percorso, decide di fermarsi e dire: Non siamo ancora pronte, io non penso di aver perso una famiglia affidataria ma di aver evitato un altro bambino reso.
E se, invece, una famiglia decide di andare avanti, lo fa con una consapevolezza infinitamente maggiore.
È questo il vero obiettivo del nostro informAFFIDO.
Per info sul percorso informAFFIDO scrivi a percorsimama@gmail.com
One thought on “PERCORSO AFFIDO: quando il nostro percorso porta alcune famiglie a dire “non ancora””
Leave a Reply
Post recenti
APPELLO AFFIDO SINE DIE: PER MOIRA IL TEMPO CONTINUA A PASSARE
Affido sine die; incontri periodici con la famiglia biologica Aperto a: Genitori affidatari single, o in coppia etero e omosessuale, senza figli o con figli dai 15 anni in su 📍 Territorio:...
SINGLE E ADOZIONE INTERNAZIONALE: POSSO FARE DOMANDA ANCHE SE VIVO IN COPPIA?
È possibile intraprendere l'adozione internazionale da single anche se si vive felicemente (o quasi 😅) in coppia, etero o omo? La risposta è... SI! La cosa è un po' contorta e anch’io...


Sono pienamente d’accordo! Stessa cosa vale per la richiesta di informazioni agli Appelli di Special Needs. Mi sento spesso codarda per non riuscire ad andare oltre a certe difficoltà e mi è stato anche fatto notare in alcuni commenti che, adottare vuol dire essere pronti ad accogliere e non cercare la “perfezione” che non esiste nemmeno in biologia , forse deve essere una specie di “missione” ed è vero, però credo sia allo stesso modo importante, essere consapevoli delle proprie disponibilità e realisti rispetto a queste, correndo anche il rischio di passare forse per egoisti, ipocriti e codardi, e in tutto questo percorso questa cosa mi è stata ribadita da Psicologi, Assistenti Sociali, Giudici e anche da Voi nelle vostre risposte. E questo ha fatto sì che non mi sentissi MAI giudicata, ma compresa e accompagnata e ha notevolmente alleggerito il mio senso di colpa e inadeguatezza nel non sentirmi pronta ad accogliere certe problematiche. Quindi mi unisco al Grazie di questa lettera per la professionalità, l’amore, la dedizione e in fine ma non ultima la comprensione che mettete nel vostro lavoro e verso Chi decide di intraprendere questo Percorso! Grazie con tutto il cuore!