QUANTI FIGLI DEVONO RINUNCIARE A CHIAMARE “MAMMA” PER SOPRAVVIVERE


Ieri Babbioncina (M., 15 anni) parlando della sua madre biologica, l’ha chiamata per nome.
Non mamma. Non la mia mamma. Un nome proprio, neutro.

Sono passati cinque anni.

Cinque anni da quando tutto è cominciato come un affido. E l’affido (come dico sempre) non è adozione.

L’affido significa tempo limitato. Significa accoglienza temporanea.

Significa soprattutto mantenere un legame con la famiglia di origine.

Accompagnare, sostenere, traghettare un figlio verso casa. La sua casa.

E invece eccoci qui.

Cinque anni dopo, a parlare di adozione.

Tutto nella norma…così dovrebbe succedere: dopo tanto tempo, dopo tanti tentativi, si prende atto della realtà.

Eppure, può sembrare strano, ma in quel momento ho sentito il suono secco di una porta che si chiude. Ho sentito tutto il carico di dolore, di distanza, di storia irrisolta che quel nome conteneva.

Ho sentito la perdita. La perdita di un legame.

La perdita di un figlio, per una donna che magari non è riuscita ad esserci, o non è stata messa nelle condizioni di restare. E mi sono chiesta:

Quante madri perdono i loro figli senza un funerale, senza una parola, senza che nessuno riconosca il lutto, senza che loro stesse ne abbiano piena consapevolezza?

Quanti figli devono rinunciare a dire mamma per sopravvivere, per respirare un po’ d’aria nuova, per provare a crescere altrove?

E lo dico proprio da mamma affidataria che…mi si è stretto il cuore, perché io non dimentico.

Non dimentico che il mio ruolo non era questo.

Non era arrivare fino qui.

Era esserci per un pezzo di strada, e poi salutare.

Era tenere il cuore aperto, sapendo che un giorno sarebbe stato vuoto di nuovo.
Era cucire un ponte, non essere sponda definitiva.

Ma la vita è strana, e i legami fanno giri imprevedibili. E allora oggi rimango attonita per quella madre che ha perso il titolo più intimo che c’è. Perché quando un figlio smette di chiamarti mamma, qualcosa dentro muore. 

Anche se nessuno se ne accorge.

Anche se il mondo dice: È andata come doveva andare

Anche se…un nome non può cancellare un sentimento, semmai lo trasforma.

ACQUISTA adesso una COPIA di Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma SOSTERRAI LA CAMPAGNA OMONIMA sull’affido degli adolescenti fuori famiglia:https://www.amazon.it/chiesto-chiamarmi-mamma-Cronaca-affido/dp/8873135609

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Post recenti